Il sasso nell’acqua. Gli effetti di una giornata di coaching con un’imprenditrice.

Mi hanno spesso domandato fin dove si estende l’impatto di un percorso di coaching ben riuscito. In altre parole, qual è il suo effetto reale?


Una risposta molto immediata, ovviamente, indicherebbe come principale beneficiario il Coachee che, insieme al proprio Coach, raggiunge qualcosa che ha desiderato e per il quale si è impegnato. Tuttavia, a mio avviso, questa visione - di per sé gratificante per i due attori di cui sopra – rischia di essere parziale e limitata.

Ho ricercato quindi nella memoria un’esperienza da usare come esempio ed intorno alla quale far ruotare la riflessione per provare a dare una risposta più esaustiva e realistica alla domanda.

 

Ho ripensato ad una donna, un’imprenditrice, con la quale ho avuto il piacere di collaborare.
Si era rivolta a me con l’intenzione di riuscire ad esprimere la propria LEADERSHIP IN AZIENDA in modo più efficace e, allo stesso tempo, coerente con le proprie idee ed il proprio sistema di valori. Aveva scelto, tra i possibili percorsi con me, il
PROGRAMMA ALL-IN-ONE (un giorno di lavoro insieme più un follow-up a distanza di un paio di mesi) e, di quelle ore di lavoro con Lei, mi è tornato alla mente un preciso momento.


Avevamo già affrontato alcuni temi importanti per Lei e per i quali aveva deciso di attuare alcune strategie, comportamenti e prendere alcune decisioni, quando ad un certo punto era venuta fuori la parola INNOVAZIONE. A questa parola, l’imprenditrice aveva reagito con un messaggio “non verbale” che non avrei potuto lasciarmi sfuggire: aveva chiuso velocemente il quaderno sul tavolo per gli appunti e si era alzata di scatto per andare alla finestra, dandomi le spalle. Dopo di che: il silenzio.

 

Avevo lasciato che il silenzio regnasse per un paio di minuti e poi avevo restituito ciò che avevo visto accadere. A quel punto, Lei mi aveva spiegato che la parola INNOVAZIONE le procurava paura e fastidio, ma che allo stesso tempo era intenzionata a fare qualcosa di concreto in quell’ambito.  

 

Da quel momento in poi, avevamo lavorato insieme sull’INNOVAZIONE, su cosa significassero questa parola ed il verbo INNOVARE per Lei e per la sua azienda, cosa le aveva impedito fino a quel momento di FARE INNOVAZIONE e quali risultati positivi si sarebbe aspettata da una sua attivazione in quella direzione.

 

Il focus – a quel punto - era andato sulla possibilità di inserire in azienda per alcune figure professionali lo SMART WORKING (LAVORO AGILE) e come piano d’azione si era ripromessa di confrontarsi con l’ufficio Risorse Umane per verificare i possibili ruoli a cui proporlo e le forme contrattuali più adatte.

 

Nel follow-up successivo alla giornata di lavoro mi aveva confermato di aver proposto a 10 dipendenti (in ruoli amministrativi e di organizzazione eventi) di lavorare da casa; che stavano, quindi, studiando tempi, modalità ed obiettivi; e che - cosa più importante - il CAMBIAMENTO orientato all’INNOVAZIONE era già in corso. L’effetto di quella decisione l’aveva fatta sentire di nuovo attiva dopo un periodo di demotivazione ed i collaboratori, coinvolti nel progetto di SMART WORKING, avevano manifestato entusiasmo all’idea di poter sperimentare una diversa qualità della Vita grazie ad una maggiore disponibilità di tempo e ad una diversa possibilità di gestire gli impegni familiari.


Pertanto, le cose erano andate così: Percorso di coaching sulla Leadership > Attivazione del cambiamento innovativo > Smart-Working in azienda

 

Insieme, Coachee e Coach gettano un sasso nell’acqua e osservano le onde circolari e potenzialmente benefiche che si propagano dall’interno verso l’esterno.

 

Tu cosa ti aspetti da un percorso di coaching? Cosa vorresti che accadesse? La Tua visione qual è?

 

Laura Cavaldesi
Life, Business & Corporate Coach