Fermate il mondo, voglio scendere. Riflessioni sul valore delle pause.

 

Ti è mai capitato di avere la sensazione di stare su una giostra che gira, gira e non smette di girare?

Per salire su quella giostra e fare un giro completo, hai sicuramente pagato il biglietto. Eri convinta che Ti saresti divertita e così è stato. La giostra però non si è fermata dopo il giro completo, ha continuato a girare e Tu sei rimasta sul cavallo, il più bello, quello che avevi scelto. Continuando a girare, cerchi negli altri un segno di complicità, un gesto d’aiuto per far sì che il cavallo si fermi e Tu possa scendere. Qualcuno può fermare la giostra?

A me a volte capita di sentirmi così. Vorrei scendere, andarmi a sedere su una di quelle panchine da cui si guarda la giostra girare, osservare altre persone sui cavalli e godere di questo, almeno per un po’. Per poi, essere pronta a risalire.
La capacità di “fermarsi”, anche senza un motivo specifico, è una risorsa importante per ciascuno di noi. Fermarsi, uscire dall’apnea, prendere fiato per riossigenarsi. Ripartire.

Di recente, mi sono regalata un fine settimana lungo a Milano insieme a mio figlio, ospiti di un’amica cara che ringrazio. Ero già stata diverse volte nella città meneghina, ma sempre troppo velocemente per riuscire a scoprire alcuni dei suoi tesori nascosti, come ad esempio Villa Necchi Campiglio e Villa Invernizzi (dove si possono ammirare dei meravigliosi fenicotteri rosa). Quest’ultima volta ci sono riuscita e, grazie a questi quattro giorni di relax, ho assaporato la leggerezza della mente e il piacere di girovagare senza meta guardandomi attorno.

Per alcune persone, prendere una pausa e rigenerarsi è qualcosa di molto naturale. Altre, lo fanno con capacità e disciplina. Molti, pur sentendone il bisogno, quasi mai ci riescono. In questo compito così importante, non siamo sempre supportati da ciò che ci circonda. Pensiamo anzitutto agli smartphone ed ai social: questi strumenti – sicuramente molto utili rispetto a determinati scopi - sollecitano di continuo la nostra attenzione, spostando il focus in maniera frenetica e spesso sconclusionata, bloccandoci sulla giostra, costringendoci a fare l’ennesimo giro.

Come si fa, quindi, a fermare la giostra? Attraverso una passeggiata al lago o al mare, guardando un film, facendo uno sport, acquistando il ticket di un museo, ecc. Nella Tua agenda, anche se stracolma, non può mancare l’appuntamento con Te stessa, con ciò che ami e che ti dà ossigeno. Distrarsi e dedicarsi ad altro lascia libera la mente, riattivando la creatività, trovando idee nuove e soluzioni.
Certo in questo tempo di iper-efficienza e perfezione, una pausa sembra una perdita di tempo, una scusa per non fare ciò che si deve, una forma di pigrizia; eppure, già i latini parlavamo dell’otium come di un tempo necessario per sé, in alternanza al negotium che invece erano gli affari e le varie occupazioni.

Abbiamo davanti diversi giorni festivi che, per chi potrà farlo, potranno trasformarsi in un periodo piuttosto lungo combinando la Pasqua, il 25 aprile ed il 1’ maggio e allora…..scendiamo dalla solita giostra e riposiamo, godiamo della natura, degli amici, degli affetti e del cibo e torneremo alle nostre attività carichi di nuove energie.

 
Io mi fermo. E Tu?
 
Laura Cavaldesi
Life, Business & Corporate Coach