«Un giorno da fatalista». Ci stai?

 

Proprio così, hai letto bene.

Con questo articolo intendo proporti di vivere un “giorno da fatalista” e, prima di spiegarti bene cosa intendo con questa espressione, ti racconto perché ho scelto di mettere da parte - temporaneamente - obiettivi, metodo ed azioni mirate (punti cardine del coaching) per fare spazio a casualità, accettazione e leggerezza.

Sempre più spesso, le Persone con cui lavoro (di età compresa fra i 35 ed i 60 anni) mi comunicano il loro desiderio di lavorare e, in generale, vivere in modo più sostenibile. In altre parole: fare di meno ma meglio; ritagliarsi spazi di decompressione; affermarsi professionalmente senza farsi travolgere; coltivare le relazioni…e così via.

Ricordi l’articolo «Fermate il mondo voglio scendere!», accompagnato dall’immagine del cavallino da giostra in corsa? È stato il più letto, fino ad oggi.

Sembra emergere il desiderio di decelerare invece che accelerare. Essere invece di fare, che non significa prendere le distanze dal mondo che ci circonda, ma solo dare alla nostra Vita un ritmo più sostenibile. Come scrive il poeta-paesologo Franco Arminio in uno dei suoi libri più recenti: «oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere».

Ti propongo, quindi, un esercizio da provare in questo inizio di estate e da ripetere periodicamente. Scegli Tu, se un giorno intero al mese o, in alternativa e se funziona meglio, tre mezze giornate in un mese o anche un’ora al giorno tutti i giorni.

Si chiama «VIVI UN GIORNO DA FATALISTA» ed ha una colonna sonora speciale, questa: https://www.youtube.com/watch?v=SdhAfMor9BM Questo link ti porta alla canzone cantata da Doris Day nel film «The man who knew too much» (L’uomo che sapeva troppo) di Alfred Hitchcock, che l’ha consacrata come attrice ed il cui ritornello fa:
 
«Que Sera, Sera
Whatever will be, will be
The future's not ours to see
Que Sera, Sera»
 
«Quel che sarà, sarà
Quel che sarà, sarà
Non sta a noi vedere nel futuro
Quel che sarà, sarà
Quel che sarà, sarà»
 
Chi è il fatalista? Cosa pensa e come agisce? Il fatalista è una persona fiduciosa nel presente e nel futuro. Pensa che le cose accadano perché debbono accadere («quel che sarà, sarà…»), ed è consapevole di non poter controllare ogni cosa. Il fatalista vive con leggerezza, è disposto a fare del suo meglio e ad accettarne – sempre, nel bene e nel male – i risultati.
 
Alcune frasi da fatalista….
 
«Non dipende tutto da me»
«Se non lo faccio io lo farà qualcun altro»
«Che vuoi che sia?»
«Ci penserò domani»
«Succederà... Prima o poi»
«Se deve essere, sarà»
«Ho fatto del mio meglio»
«Non devo decidere nulla»
 
Invitandoti a trascorrere un giorno da fatalista, ti sto chiedendo di concederti di vivere un tempo definito e circoscritto senza affanno, sollevandoti da qualsiasi responsabilità, scelta o decisione. 

Come riuscirci? Alcuni consigli utili per «indossare i panni» del fatalista:

 

  • puoi uscire prima dall'ufficio
  • se hai una riunione proprio in quel giorno o in quelle ore, puoi disdire o mandare qualcun altro
  • puoi delegare parte di un progetto che segui ad un collaboratore
  • puoi smettere di trovare soluzioni per tutto e tutti
  • puoi camminare piano, invece di correre
  • puoi passeggiare senza nessuna meta
  • puoi guardare la TV per 4 ore filate
  • puoi spegnere lo smartphone per qualche ora
  • puoi prendere un caffè con l’amica che non riesci mai a vedere
  • puoi provare gioia e leggerezza

 

Scegline almeno 3 da mettere in atto e «indossa i panni» del fatalista!
Forse, anche solo leggendo, ti sembrerà molto difficile da fare. Questo è tanto più vero, quanto più sei abituata ad essere iper-performante. Provaci lo stesso, soprattutto se sembra impossibile riuscirci.

Inserisci in agenda i tuoi giorni o le tue ore da fatalista e poi, se ti va, raccontami come è andata.

 


Quasi sempre, ti auguro buon lavoro.
Oggi scelgo di augurarti un buon tempo!

 

 
Laura Cavaldesi
Life, Business & Corporate Coach