“No” seems to be the hardest word

 

Saper tracciare un limite tra noi e gli altri – in qualsiasi ambito dell’esistenza, è uno dei presupposti fondamentali del vivere sano, equilibrato ed in armonia con l’esterno. All’interno della propria «zona rossa», ciascuna Persona può svilupparsi e crescere, scegliendo tempi e modalità secondo i propri bisogni ed obiettivi.

 

Se il termine «limite» non ci piace o sembra avere un’accezione negativa, possiamo sostituirlo con la parola «confine». Parliamo, quindi, di confine tra noi e le richieste, esigenze e aspettative degli altri.

 

In che modo si stabiliscono e mantengono i confini? Alcuni consigli:

  • Anzitutto, è importante definire il proprio concetto di «confine», perché questo cambia da Persona a Persona. La mia «zona rossa» non è uguale alla Tua, e viceversa.
  • Il confine viene tracciato più facilmente se – nel rapporto con le Persone della nostra Vita (familiari, colleghi di lavoro, amici, ecc.) - adottiamo uno stile comunicativo basato sull’«assertività», In altre parole, rispondiamo a richieste e sollecitazioni esterne: -  in maniera chiara, onesta e sincera, senza cedere alle emozioni e avendo cura di evitare lo scontro; manifestando apertamente i nostri bisogni ed obiettivi, nonché le nostre possibilità; evidenziando i benefici di cui entrambe le parti possono giovare scegliendo una soluzione che rispetti i bisogni e le attese di tutti.
  • È opportuno ed utile gestire i propri confini mantenendo una certa flessibilità verso l’esterno, soprattutto con quelle Persone che pur invadendo con un piede la nostra «zona rossa», sono mossi da buone intenzioni. Ovviamente, ciò non significa concedere troppo o perdonare tutto.
  • Saper dire di “no” è un requisito fondamentale della capacità di tracciare e preservare il confine tra noi e gli altri. Non dimentichiamoci, però, che a volte un “no” può essere sostituito da un “si” condizionato, ossia una disponibilità a determinate condizioni (che vanno chiarite subito e con fermezza).

 

Prepariamoci – soprattutto all’inizio – a ricevere feedback negativi dall’esterno: è probabile, infatti, che le Persone della nostra Vita non accettino con disponibilità e comprensione i nostri “paletti”, le nostre condizioni, i nostri “no”. È importante, in questi casi, non fare alcun passo indietro a discapito dei nostri bisogni e dei nostri piani.

 

Guardando alla dimensione lavorativa, in che modo si declina la capacità di tracciare i propri «confini personali»?

  • Esigendo carichi di lavoro equilibrati ed evitando di manifestare una disponibilità eccessiva – anche se sollecitata per contingenze straordinarie - rischiando di vedere l’asticella dello stress alzarsi vertiginosamente, mentre la qualità del nostro lavoro e la nostra motivazione crollano a picco;
  • Rispondendo ai colleghi di lavoro che ci scrivono nel weekend o in orario notturno: “Grazie, appena sarò in ufficio leggerò con cura la tua email”. 
  • Organizzando la propria agenda giornaliera di lavoro secondo una precisa timeline/scaletta, evitando di dedicare troppo tempo ad attività specifiche (es: controllo della casella di posta e-mail)
  • A meno che non sia in linea con gli obiettivi e bisogni personali, evitando di mettere davanti a tutto ed a tutti le esigenze dell’azienda/organizzazione per cui lavoriamo, aprendo così le porte ad uno stravolgimento continuo della nostra dimensione privata. Una programmazione efficace e di successo è importante anche in questo ambito, per coltivare interessi, affetti, relazioni, ecc.

 

Se hai difficoltà a stabilire dei confini tra Te e il mondo circostante, ciò non significa che Tu non possa riuscirci (magari, ricevendo un supporto in questa direzione).

 

Il titolo di questo articolo, che si ispira alla celebre canzone di Elton John (Sorry seems to be the hardest world), serve proprio a dare evidenza a questa consapevolezza: per alcune Persone può essere anche molto difficile, ma è sempre possibile - per ciascuno di noi - riuscire prima a “vedere” e poi a preservare la propria «zona rossa», per consentire al proprio “Io” di fiorire in armonia con l’esterno.

La capacità di gestire i confini tra noi e gli altri non è mai una scelta egoistica. Anzi, è il presupposto di rapporti stabili e duraturi (in famiglia, sul lavoro, ecc.), perché solo esigendo dagli altri il rispetto della “visione” che abbiamo di noi stessi, impariamo a rispettare i bisogni degli altri.

 

 

Se hai voglia di raccontarmi la Tua storia, scrivimi a: lc@iltuometodo.it

 

Laura Cavaldesi

Life, Business & Corporate Coach