Tu e il pianeta: un'amicizia da coltivare

 

Quest’estate i media italiani e internazionali ci hanno raccontato un pianeta attraversato - ed allo stesso tempo ferito - da una serie di fenomeni che solo apparentemente sono lontani migliaia di chilometri da me, da Te.
Sto parlando dei flussi migratori verso l’Europa e gli Stati Uniti d’America in particolare, e delle fiamme che hanno raso al suolo grandi aree della Siberia e poi della foresta pluviale in Amazzonia. Le televisioni di tutto il mondo hanno trasmesso immagini di uomini e donne, bambini e bambine, perfino animali selvatici in fuga per la sopravvivenza.
Come ci ripetono da tempo le organizzazioni internazionali (al primo posto le Nazioni Unite): “There is no Planet B”, che in modo più diretto sta a significare: non esiste un altro pianeta, per questo dobbiamo salvare quello in cui viviamo.
Non sono esperta di clima né una scienziata. Sono sensibile a certi temi e per questo informata. Da appassionata di Persone e del loro potenziale (in qualsiasi campo) mi domando, quindi: che potere abbiamo, come singoli individui, rispetto alla sfida globale di salvare il pianeta? C’è qualcosa che possiamo cambiare nelle nostre abitudini e nella gestione quotidiana delle risorse per ridurre il nostro impatto (quello negativo) sull’ambiente in cui viviamo?
Personalmente, reputo che ognuno di noi abbia (da solo o collettivamente) un potenziale enorme e che questa ripartenza settembrina possa essere un’ottima occasione, per Te e per me, per iniziare a fare o per fare di più e meglio.
Come Coach, provo a suggerirti alcune domande a supporto della riflessione e, poi, dell’attivazione:

  • Come immagini il futuro Tuo, dei tuoi figli e nipoti?
  • Cosa ti piacerebbe fare per contribuire, nel Tuo piccolo, a lasciare loro un pianeta più sano e vivibile?
  • Al raggiungimento di quali obiettivi globali ti piacerebbe poter contribuire? Scegline da 1 a 3.
  • Cosa pensi di poter fare in concreto?

Parlare di concretezza, è fondamentale. Il pianeta si salva tramite azioni concrete e scelte quotidiane. Non c’è bisogno di volare chissà dove con la mente. Ti faccio qualche esempio di azione messa in campo da me o da persone che conosco:

  • usare di meno la macchina e più il trasporto pubblico, la bici, il car-sharing
  • cambiare la macchina e comprarne una meno inquinante
  • proporsi di ridurre il consumo di plastica annuo del 50%
  • usare in casa e al lavoro una borraccia dell’acqua
  • riutilizzare e riciclare (anche in modo creativo) prima di buttare
  • entrare a far parte di un Gruppo di Acquisto solidale
  • provare a non comprare nulla, come nucleo familiare, almeno un giorno alla settimana
  • ridurre o azzerare gli sprechi alimentari
  • adottare un alveare e sperimentarsi nell’autoproduzione di miele (o di altro)
  • …la lista potrebbe essere molto più lunga

Di recente, in uno dei miei day-off estivi, ho reincontrato una professionista di questi temi - che qualche anno fa è stata mia Coachee, con cui ho avuto uno scambio molto interessante. Si chiama Alessia Sabbatino e ora un’imprenditrice attiva nel campo della sostenibilità con la sua società benefit “Ventitrenta”. Alessia, è anche moglie, mamma, figlia ed amica. Con la sua azienda, realizza progetti per lo sviluppo sostenibile, che hanno al centro soprattutto imprese ed organizzazioni (e, quindi, Persone). Anche alla luce delle notizie che da giorni sopraggiungevano tramite TV, radio o giornali (e cosi torniamo all’incipit di questa newsletter), in quell’occasione le ho fatto una domanda specifica che riporto qui insieme alla risposta che gentilmente Alessia mi ha dato:

Tu come rendi sostenibile il Tuo lavoro e quello delle organizzazioni che segui?

"Oltre che nella dimensione personale, molto può essere fatto nella dimensione lavorativa, sia singolarmente sia al livello di gruppo o organizzazione. Ovviamente, ciò è possibile attraverso una gestione responsabile e illuminata delle persone e dei processi da parte dei leader/manager. Questo accade oggigiorno in molte aziende e il trend è crescente: sempre più organizzazioni scelgono di orientarsi alla cultura della sostenibilità. Lo fanno richiedendo a ciascuna risorsa interna uno sforzo in due ambiti: quello dell’agire (secondo la cultura della sostenibilità) e della capacità d’influenzare (ossia, contribuire all'accrescimento della cultura della sostenibilità). Sia per l’imprenditore/manager, che per il dipendente/collaboratore è una sfida importante e un impegno quotidiano, ma sia nel breve che nel lungo periodo ripaga”. (Alessia Sabbatino, Co-Founder, Ventitrenta)

Insomma, c’è veramente tanto da fare. Sei pronta ad iniziare?

Se sei un’imprenditrice o una manager e stai pensando di ri-orientare il Tuo lavoro verso principi di sostenibilità, Ti ricordo che fra i percorsi con me c’è il Top Leadership Program che può essere di supporto ai Tuoi nuovi obiettivi e progetti.

Laura Cavaldesi
Life, Business & Corporate Coach