«Relazioni di successo: una questione di fiducia»

 

Il piano editoriale che seguo nella produzione dei contenuti social e Newsletter, risponde generalmente a due criteri: quello dell’utilità, ossia mi piace scrivere di cose che ritengo siano concretamente importanti per chi legge; e della prossimità, nel senso che preferisco affrontare temi che sono “vicini” alla mia esperienza professionale e privata. Capita spesso, infatti, che un tema mi bussi sulla spalla in modo insistente, quasi a chiedere voce, spazio, attenzione. In quel momento, valuto se esso risponde ai criteri di cui sopra e, se la risposta è positiva, accendo il computer e inizio a trasferire idee e concetti su un foglio Word.
Nelle settimane a cavallo tra i mesi di ottobre e novembre, mi è capitato più volte di ascoltare o utilizzare la parola “Fiducia”, sia nell’ambito di lavori di gruppo con organizzazioni che supporto, sia all’interno di percorsi di coaching individuali. Per tale motivo, ho scelto di dedicare questa Newsletter al delicato binomio «rapporti umani e fiducia».
Partiamo, come sempre, dall’etimologia della parola:  
fidùcia s. f. [dal lat. fiducia, der. di fidĕre «fidare, confidare»] (pl., raro, -cie). – 1. Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità. (Fonte: Dizionario online “Treccani”)

Per andare più a fondo, ti racconto che Frances Frei - Professoressa presso la Harvard Business School, durante il suo TED Talk del 2018 - «Come si costruisce e ricostruisce la fiducia», paragonò la fiducia ad un triangolo, ossia al risultato di tre componenti fondamentali: l’empatia, la logica, l’autenticità.
Andiamo ancora più a fondo, presentandole separatamente:

  1. l’empatia, ossia – secondo Frei – la capacità di rimanere concentrati sull'altro senza distrazione alcuna. E, aggiungo io, ascoltando l'altro profondamente, così com'è e per ciò che ci sta dicendo, senza giudizio, senza trovare soluzioni per lui o lei, solo standogli/-le accanto.
  2. la logica, che – sempre per Frei – corrisponde all’abilità di una persona di comunicare esattamente ciò che pensa, in modo chiaro, sintetico e sostanziale, evitando quindi fraintendimenti con l’Altro.
  3. l’autenticità, che è un po' il frutto delle prime due e che Frei intende come la situazione (o condizione) in cui la persona è in completa armonia con il proprio «Io», riuscendo quindi a parlare e interagire con l’Altro restando coerente con la propria natura ed il proprio essere. Chi è autentico, in altre parole, non sente il bisogno e non si sforza di somigliare a qualcun altro.

Queste tre componenti si realizzano solo se esiste un clima di piena fiducia fra le persone. Le nostre capacità di ascolto, comprensione, esposizione e condivisione esplodono solo se ci sentiamo al sicuro, non giudicati, ma accolti. Viceversa, laddove la fiducia viene a mancare, le basi della relazione si sgretolano e nessuna forma d'interazione positiva e di collaborazione è possibile.
I gruppi di persone lavorano bene – e mi riferisco anche alla dimensione aziendale ed organizzativa – se sono guidati da persone (esperti, professionisti) capaci di far sentire fino in fondo ciascun componente al sicuro, accettato e ben accolto dal gruppo.
Il sentimento di fiducia, nell’ambito di qualsiasi interazione umana, crea coinvolgimento, motivazione, senso di appartenenza, affidabilità, risultati che spesso vanno oltre gli obiettivi concordati. Viceversa, dove non c’è fiducia, ci saranno demotivazione, resistenza alla condivisione di responsabilità e obiettivi, comportamenti individualistici, insuccessi di gruppo.

Per aiutarti a comprendere quanta «fiducia» c’è nella Tua vita, ti suggerisco tre domande (o meglio, tre distinte prospettive):

Da zero a dieci….

  • Quanta fiducia c'è nel mio team di lavoro? nella mia famiglia? nelle relazioni importanti?
  • Quanta fiducia do al mio team di lavoro, ai membri della mia famiglia, alle mie relazioni importanti?
  • Quanto sono meritevole della fiducia del mio team, della mia famiglia e delle relazioni importanti?

Poi, prova a portare avanti la riflessione chiedendoti: Su quale delle tre componenti (empatia, logica o autenticità) posso migliorare? Come guida di un team o di una organizzazione, quali componenti mi restano da sviluppare o sviluppare ulteriormente?
 
 

Buona riflessione!

Laura Cavaldesi
Life, Business & Corporate Coach