Come uscire da uno zugzwang: impariamo dal gioco degli scacchi

 

Zugzwang è una parola tedesca che significa «obbligato a muovere». Nel gioco degli scacchi si riferisce alla situazione in cui un giocatore, qualunque mossa faccia, perderà uno dei suoi pezzi immediatamente o nel giro di poche mosse, o ancor peggio sarà costretto a subire «scacco matto». Negli scacchi, nessuno dei due giocatori può saltare il turno, ossia rifiutarsi di giocare la propria mossa, anche se la situazione è quella di zugzwang. Pertanto, quella di «non muoversi» non è una ipotesi ammessa.

Nel corso della nostra vita può esserci capitato di ritrovarci in una condizione di questo tipo, in cui tutte le opzioni in quel momento possibili avrebbero comportato per noi stessi un costo. Una perdita, tangibile o intangibile, più o meno grande. 
Non sempre ci è possibile scegliere la soluzione migliore ed il gioco è in ogni caso a perdere. Proprio in questi momenti, se potessimo farlo, decideremmo di restare fermi, immobili, bloccheremmo il tempo, ma nella vita come negli scacchi le persone di sovente sono «obbligate a muoversi».

L’epoca della pandemia di Covid-19, ha sicuramente fatto emergere in maniera diffusa situazioni (o sensazioni) di questo tipo: basti pensare al dilemma fra salute o economia, la sicurezza della «capanna» o la «ricchezza» della socialità, e così via…
Se non è qualcun altro a scegliere per noi in queste situazioni di apparente «stallo o blocco», occorre alla Persona imboccare una delle strade che le si aprono davanti.

Come uscire, quindi, dalla «trappola» reale od emotiva? Mi piace l’idea di restare sugli scacchi, provando a tirare fuori da questo gioco alcuni suggerimenti che possano esserci utili nella vita di tutti i giorni.

Anzitutto, l’importanza della concentrazione che va mantenuta per tutto il tempo della partita e, soprattutto, nei suoi passaggi più critici. Negli scacchi, una sola mossa sbagliata può compromettere gli esiti di tutto il match.
Il pensiero logico e strategico: ossia scegliere la mossa successiva pensando anche a quelle che verranno dopo, sia nostre che dell’avversario. In altre parole, muoversi valutando bene le conseguenze delle nostre scelte.
Considerare, poi, il fattore "tempismo": negli scacchi è molto importante fare la «mossa giusta» nel «momento giusto», né prima né dopo.
La creatività è un’altra risorsa cruciale per uscire da situazioni di «stallo», o per liberarsi da «trappole»: per quante strategie possiamo formulare e seguire, l'imprevisto è sempre dietro l'angolo nel gioco come nella vita, e capita non di rado che una partita apparentemente vinta si ribalti in un tempo anche molto breve. Rispondere alla fase critica con una mossa creativa o geniale, può davvero salvare la partita.
L’ultimo suggerimento è quello di provare a mantenere, sempre e tanto più se ci troviamo in zugzwang, la calma e l'equilibrio emotivo: negli scacchi, sia cedere all’entusiasmo che alla frustrazione del momento può essere allo stesso modo penalizzante.

Per concludere, quindi, anche nei momenti più complicati, complessi o dolorosi della nostra vita, se non stiamo subendo proprio uno «scacco matto», possiamo sempre provare a salvare la partita in corso (e un po’ noi stessi) per chiuderla con un pareggio o con una vittoria, oppure ad iniziarne una nuova con nuovi presupposti.
 

Buon principio di Estate!
 
Laura Cavaldesi
Business, Executive & Mentor Coach