La ricerca della flessibilità

 

Come ho già raccontato in precedenti occasioni, non ho l’abitudine di programmare il contenuto delle newsletter e dei miei articoli o post. Non è un capriccio e neanche un metodo o una strategia. Più semplicemente, amo seguire il flusso della vita, sono curiosa, ascolto i bisogni delle persone che incontro e cerco di esplorare temi che possano realmente interessare o essere da spunto per azioni o riflessioni. Questa modalità produttiva mi permette di non rimanere troppo ancorata a schemi fissi, di essere una persona più felice ed una Coach efficace, presente per le persone e le organizzazioni (che poi sono persone) con cui ho il piacere di lavorare.
Con questo articolo, ho scelto quindi di approfondire il concetto di flessibilità, rispetto al quale avverto una necessità diffusa, in contrapposizione all’irrigidimento generato dalle sensazioni di incertezza, ansia e paura tipiche di questa epoca.
Secondo il vocabolario Treccani la flessibilità è: la proprietà o la caratteristica di essere flessibile, facilità a piegarsi, e, in senso figurato, a variare, a modificarsi, ad adattarsi a situazioni o condizioni diverse.
Ho sempre amato la flessibilità. In alcuni momenti della mia vita, sono perfino ricorsa ad essa in modo esagerato e senza raggiugere di conseguenza i risultati auspicati. Nel tempo, ho imparato che la flessibilità abbinata a radici forti e salde è una risorsa davvero preziosa. Quella flessibilità che ci fa essere resilienti, non ci fa spezzare e che ci consente di superare il momento in cui il vento soffia troppo forte.
Un tempo come quello che stiamo vivendo, ci richiede grandi dosi di flessibilità.
Ogni giorno alleno sia i miei clienti che me stessa a sviluppare resilienza, a restare connessi con la propria essenza ed i propri valori, o a ritornare ad esserlo per superare le sfide e raggiungere gli obiettivi importanti.
Controllo ciò che posso, e quello che non riesco lo lascio andare (non sempre con successo, ma ci provo).
Cerco spazi di riposo e silenzio per restare centrata e recuperare energie mentali e fisiche. Passeggio quando posso e cerco la bellezza intorno a me che è un vero toccasana per l’anima.
Rifletto di più su ciò che sono e voglio essere per far sì che le scelte importanti siano più in linea con me stessa e le cose in cui credo fortemente.
Curo di più me stessa e le relazioni familiari o amicali più strette, anche se la distanza fisica mi rende tutto più doloroso. Non mi sottraggo alla fatica quando è necessaria, ma cerco di non sprecare inutilmente tempo ed altre risorse.
Immagino scenari nuovi e mi attivo per renderli possibili.
Non sono proprio una fatalista ma ogni tanto vivo “un giorno da fatalista” (se vuoi sapere come fare, clicca qui).
Mi metto al riparo dal bombing informativo, quotidiano e destabilizzante, per non farmi sopraffare dalla paura dell’oggi e del domani. 

Ecco, tutto questo mi aiuta ad essere più flessibile e resiliente.
E tu sei flessibile? Come lo sei?


 

Laura Cavaldesi
Business, Executive & Corporate Coach